A Roma il Convegno Nazionale di Assosolare
Roma, 8 settembre 2010 – Si è tenuto oggi, in occasione dell’apertura di PV Rome Mediterranean, Salone Internazionale delle Tecnologie Fotovoltaiche per il Mediterraneo, il convegno nazionale organizzato da Assosolare dedicato a nuovo Conto Energia e Linee Guida.
Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato i rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero dell’Ambiente, del GSE e di altre Istituzioni nazionali e locali, sono stati presentati e discussi per la prima volta dopo la loro recente approvazione, il terzo Conto Energia e le Linee Guida per il settore fotovoltaico. È stata inoltre presentata la bozza del National Advisory Paper elaborato da Assosolare nell’ambito di PV Legal, il più grosso progetto mai finanziato della Comunità Europea sulle rinnovabili, che punta ad analizzare e snellire i processi autorizzativi degli impianti solari fotovoltaici negli Stati europei aderenti al progetto
“Oggi il solare non è più un settore di nicchia, ma un mercato in netta espansione che ha prodotto trend economici positivi e occupazione, in netta controtendenza rispetto alla nota crisi economica generale” afferma Gianni Chianetta, Presidente di Assosolare. “Lo sviluppo del settore si è però concentrato soprattutto in alcune Regioni, mentre nel resto del Paese i risultati ottenuti sono stati insoddisfacenti rispetto alle potenzialità. Questa crescita a “macchia di leopardo” segnala che il fotovoltaico è un’importante opportunità che non è stata colta appieno: la complessità dei processi autorizzativi pone seri limiti a uno sviluppo equilibrato e omogeneo del fotovoltaico in Italia oltre a far lievitare il costo complessivo dell’impianto fino al 30%”.
Come evidenziato nel National Advisory Paper, il freno più rilevante allo sviluppo del settore in Italia è la poca chiarezza e omogeneità normativa sul territorio nazionale e ciò crea incertezze, favorisce speculazione e abusi.
“Uniformare la normativa nazionale secondo parametri chiari e procedure più snelle è la vera priorità”, continua Gianni Chianetta, “per lo sviluppo di un mercato che potrebbe dare un contributo agli obiettivi del 2020 ben maggiore degli 8.000 MW previsti dal Conto Energia 2011-2013. Stimando un aumento costante dell’installato annuo di appena il 10%, si arriverebbe nel 2020 a superare il valore cumulativo di 15.000 MW”.
La seconda parte del convegno è stata dedicata alla tavola rotonda sul “caso Sicilia”, una delle Regioni italiane a più alto potenziale per il settore, dove però non mancano criticità che finora ne hanno ostacolato uno sviluppo concreto.
“Diversamente da Regioni come Lombardia e Puglia, dove il solare ha creato occupazione e la nascita di un tessuto imprenditoriale capace di attirare gli investimenti stranieri, la Sicilia ha perso il treno offerto dal primo e dal secondo Conto Energia” ha aggiunto Chianetta. “Non manca la buona volontà, ma ora non c’è più tempo per le promesse e per gli slogan politici, occorre passare ai fatti: serve applicare subito le linee guida ed assumere più risorse qualificate da dedicare all’evasione delle richieste di autorizzazione sia in regione che in tutti gli altri enti coinvolti, oltre ad una convergenza politica atta ad assicurare lo sviluppo del settore nel medio lungo termine. La Sicilia non può più permettersi altri errori se vuole davvero come dice scalare la classifica delle regioni d’Italia in un settore per il quale ha una vocazione naturale”.
Cristina Martorana, socio dello studio legale Clifford Chance, ha commentato: “A dispetto delle dichiarazioni di principio contenute nella Delibera di approvazione del PEARS, la Sicilia non ha, ad oggi, dato prova di aver saputo cogliere lo spirito della 387/2003. Adesso, con l’approvazione del terzo Conto Energia, delle Linee guida nazionali e la chiarezza fatta sui presupposti che devono sussistere per fruire dell’estensione degli incentivi 2010, la Regione ha davanti a sé un’altra preziosissima occasione che, se colta, potrà finalmente attribuirle il ruolo di protagonista nel settore. L’occasione di poter diventare “Regione virtuosa”, uniformando le proprie linee guida a quelle nazionali e dando così una maggiore certezza a tutti coloro che credono nelle sue “naturali” potenzialità. In un contesto in cui, solo una lettura costituzionale della norma “salvadia” può evitare di compromettere la finanziabilità di progetti che basano il loro titolo autorizzatorio su DIA consolidate”.
Giuseppe Velluto, socio dello Studio Gianni, Origoni, Grippo & Partners, in relazione alle recenti novità normative “salvadia”, ha precisato: “il legislatore ha cercato di porre rimedio ad una situazione normativa ormai ingestibile nel tentativo di salvaguardare gli ingenti investimenti fatti dagli operatori del settore. Ancora una volta però, nel tentativo di risolvere vecchi problemi, ne sono stati creati di nuovi che continuano a rendere difficile il finanziamento delle iniziative autorizzate tramite procedure semplificate”.

