Due ricerche indipendenti, una svolta in Canada presso l’università di Toronto, l’altra in California presso il Berkeley National Laboratory hanno portato a risultati utili a rendere la tecnologia fotovoltaica sempre più accessibile grazie ad una efficienza di conversione sempre più elevata e costi sempre più bassi.
I ricercatori canadesi hanno trovato che è possibile sostituire l’oro con il più comune ed economico nichel nei contatti elettrici delle celle a base di semiconduttori nano cristallini in soluzione colloidale. Grazie alla possibilità di usare il nichel il costo di questo tipo di celle fotovoltaiche, già più basso rispetto alle tradizionali celle a base di silicio cristallino, si potrebbe ridurre ulteriormente da 40 fino all’80%.
In un’altra ricerca indipendente i ricercatori californiani hanno lavorato a migliorare le caratteristiche di foto conversione dell’ossido di zinco, composto interessante per la sostituzione del silicio per via suo costo estremamente basso ma con l’inconveniente di una scarsa efficienza. Il team del Berkeley Laboratory ha trovato che l’aggiunta di una quantità modesta di selenio all’ossido di zinco ne migliora significativamente l’efficienza di conversione della luce.
Le due ricerche mettono in ogni caso in evidenza come la nuova frontiera del fotovoltaico sia quella di una tecnologia sempre più accessibile a larga parte di consumatori di energia e sempre più conveniente e produttiva.

