La produzione cinese su larga scala di pannelli fotovoltaici sta portando una rivoluzione nel settore. I costi sono più che competitivi e la qualità sempre più adeguata.

Ne hanno dovuto prendere atto anche negli Stati Uniti dove nel 2009 sono stati importati dalla Cina pannelli per 3,3 GW per un valore di 6,6 miliardi di dollari.

Anche il più grande impianto fotovoltaico degli USA, quello del campus della Livingston Rutgers University nel New Jersey ha i suoi 7600 pannelli provenienti dalla Cina. La ragione? Buona qualità e convenienza economica.

Bloomberg ha recentemente pubblicato un’analisi del settore considerando tutti gli aspetti, politici, economici e di impatto ambientale. La conclusione è stata che la Cina sta già operando una rivoluzione nel campo. Grazie alle economie di scala della produzione cinese, fatta di grandi numeri, il fotovoltaico diventa sempre più alla portata di una parte più larga di consumatori.

E’ già successo per altri prodotti ( computer portatili, televisori a schermo piatto ed altri electronics ) che inizialmente avevano un elevato costo e poi hanno avuto una larga diffusione grazie proprio ai produttori cinesi.

Il vantaggio è tutto del consumatore finale per il quale diventa sempre più conveniente installare pannelli fotovoltaici sul tetto della propria casa.