Il sole è un grande amico dell’uomo e permette la vita sulla terra, è un grande amico anche dei pannelli fotovoltaici rendendoli preziosi generatori di energia elettrica. Ma proprio come l’uomo i pannelli fotovoltaici mal sopportano le temperature molto alte ed in loro presenza si “affaticano” perdendo di efficienza.

Il grande caldo per un periodo abbastanza lungo che anche quest’anno ha caratterizzato la prima parte della nostra estate ha influito negativamente sul rendimento dei pannelli rendendo chiaro che per il fotovoltaico l’irraggiamento solare è benvenuto mentre le temperature elevate e l’afa sono condizioni sfavorevoli.

Il fenomeno è in parte contrastato lasciando, in fase di montaggio, uno spazio libero tra tetto o superficie d’appoggio e pannelli, così da realizzare una circolazione di aria sottostante che riduce di alcuni gradi la temperatura.

Ora alcuni ricercatori della Stanford University sembrano aver risolto alla radice il problema mettendo a punto prototipi di pannelli fotovoltaici che sfruttano sia la luce che il calore per produrre energia elettrica. Con i nuovi pannelli in via di sviluppo le temperature elevate passano così da fattori limitanti a elementi di aumento di efficienza del fotovoltaico.

Il processo, chiamato PETE (Photon Enanced Thermoionic Emission), combina infatti la capacità di produrre energia elettrica sia dalla luce che dal calore generati dal sole. Sembra che l’innovazione risieda nella possibilità di rivestire il classico materiale semiconduttore (silicio) con un sottile strato di metallo, precisamente Cesio. In tal modo il team di ricerca sostiene che fino a 200°C ed oltre il sistema da loro messo a punto non perde efficienza, a differenza dei pannelli tradizionali che tendono a diventare inattivi man mano che raggiungono la temperatura di 100°C.

Ma oltre alla possibilità di aumentare l’efficienza dei sistemi fotovoltaici tradizionali, il sistema PETE con la sua capacità di funzionare bene a temperature elevate potrà dare un valido contributo allo sviluppo dei sistemi a concentrazione.

In questi impianti infatti la radiazione solare potrà essere indirizzata prima sul pannello fotovoltaico con il sistema PETE che sfrutterà sia al luce che il calore per produrre elettricità, quindi il calore residuo potrà essere inviato ai sistemi di conversione termica aumentando così di gran lunga l’efficienza dell’intero sistema.