Per loro natura architettonica, gli stadi si prestano molto bene ad esercizi di stampo “green”. La grande superficie di cui dispongono, ben si concilia con potenti impianti di energia solare fotovoltaica. Attraverso la produzione di energia si ottimizzano i costi di gestione di impianti sportivi che per gran parte dei giorni rimarrebbero inattivi. Oltre ciò, ospitando eventi che trascinano masse di spettatori, sensibilizzano questi ultimi sui temi dell’energia rinnovabile e della sostenibilità ambientale.

Di seguito uno studio sui principali stadi ad energia solare sparsi nel mondo:

Dragon Stadium, a Taiwan è stato il primo stadio ad energia solare. Conta 40.000 posti a sedere e fu costruito per i Giochi Mondiali del Luglio del 2009. Ha 9.000 pannelli sul tetto, più che sufficienti per alimentare le 3.300 luci ed i due maxi-schermi.

Stade de Suisse, a Berna in Svizzera. E’ il secondo stadio per energia prodotta con i suoi 1,3 MW di potenza. I suoi 7.930 moduli della Kyocera sono in grado di fornire elettricità per tutto l’anno sia allo stadio del calcio che al campo esterno di hockey.

AT&T Park, a San Francisco in California. E’ un edificio ecosostenibile alimentato da pannelli solari. Il parco AT&T è dotato di un impianto fotovoltaico da 120kw per alimentare il tabellone luminoso durante la stagione e “sfamare” energeticamente 40 abitazioni.

Nuernmerg Soccer Stadium, a Norinberga in Germania costruito per i mondiali di calcio del 2006, è equipaggiato con 140 kW di pannelli solari della Siemens. La stessa Siemens ha impiegato ben 3 settimane per ricoprire gli oltre mille metri quadrati di tetto di pannelli fotovoltaici.

Fenway Park, a Boston è lo stadio dei Red Sox. Non è dotato di pannelli fotovoltaici ma termici. Questo consente un risparmio del 37% del gas utilizzato per scaldare l’acqua.