Presso la terrazza Caffarelli in Roma si è discusso delle politiche eco-sostenibili. In occasione del Sustainable Energy Week (22-26 marzo), organizzato dalla Comunità Europea, alcune delle aziende virtuose in questo settore si sono ritrovate a presentare alcune “best practices”. L’incontro nasce intorno alla presentazione del volume dal titolo: “La Riqualificazione Energetica nel Real Estate”. Molto interessante l’inziativa di Rèdais (Real Estate Development Advanced Integrated Services) che ha presentato il suo progetto di Casal Bertone in cui bio-edilizia, risparmio energetico e sviluppo sostenibile danno vita alla prima Isola Ambientale nel cuore di Roma.

Grande risalto è stata data all’edilizia quale catalizzatore di investimenti sostenibili.Il Real Estate si pone oggi al centro delle politiche nazionali di efficienza energetica, considerando che un terzo dei consumi energetici viene assorbito dal patrimonio edilizio residenziale e terziario.
Un dato così importante è spiegabile alla luce dell’età media del patrimonio costruito italiano, che è stato edificato, per oltre il 90%, tra il 1919 e il 1992, secondo tradizionali modalità progettuali che tenevano in scarsa considerazione i consumi energetici e l’impatto ambientale a causa dei bassi costi dell’energia e della esigua consapevolezza sociale sulle tematiche inerenti la tutela dell’ambiente.

Ad oggi la progressiva sensibilizzazione sui temi ecologici e il rilevante aumento delle bollette energetiche, combinato alla grave crisi economica internazionale, ha posto il tema dell’efficientamento al centro dell’agenda delle priorità di manager ed amministratori pubblici.
Da un lato si guarda con rinnovato interesse al tema della salvaguardia delle risorse del pianeta, fortemente provato da decenni di consumi e modalità produttive di energia estremamente aggressivi; dall’altro la crisi economica mondiale, che ha indebolito tutte le economie avanzate, ha reso importante il contenimento dei consumi in ragione di bollette energetiche sempre più alte e difficilmente sostenibili.

Queste due osservazioni a carattere generale sono parimenti alla base della crescente attenzione che l’industria immobiliare sta rivolgendo alle medesime problematiche nelle sfere di interesse del settore, attenzione giustificata dai dati che emergono analizzando la dimensione dei risparmi nazionali ottenibili da qui al 2016.
Se andiamo, infatti, ad analizzare la ripartizione per settori del risparmio energetico atteso al 2016, vediamo come dal residenziale si attendano risparmi pari a ben 4.9 Mtep anno, dal terziario 2.1 Mtep anno, mentre dal settore industriale (energivoro per definizione) appena 1.9 Mtep e dai trasporti 2.0 Mtep.

Analizzando più nel dettaglio la formazione del risparmio, sempre al 2016, per il settore terziario, notiamo, poi, che delle oltre 2 Mtep annue, la parte più consistente, 1.4 Mtep, è attesa dall’impiego di sistemi di riscaldamento efficienti, che rimangono la voce più consistente dei consumi, seguiti a distanza dall’applicazione di sistemi di illuminazione efficienti e sistemi di controllo da cui ci si attende un risparmio pari a 0.4 Mtep.

Da una corretta edificazione, ristrutturazione e gestione degli edifici, dunque, si possono ottenere significativi benefici.
Affinché tali misure per il contenimento delle emissioni e dei consumi trovino applicazione su larga scala, tuttavia, è necessario affiancare delle valutazioni in termini di ritorno economico che risultino incentivanti per le famiglie e le aziende ed operare affinché il settore si doti di figure professionali competenti nell’analizzare la natura dei consumi degli edifici (che sono influenzati da molteplici fattori quali la dimensione, la destinazione d’uso, i materiali che compongono la struttura, la localizzazione, ecc.), gli effettivi bisogni energetici e, sulla base di questi assunti, siano in grado di elaborare una corretta pianificazione della qualificazione o riqualificazione energetica.
Un cenno va poi fatto alle grandi possibilità di risparmio che sarebbe possibile attivare mettendo ad efficienza il patrimonio immobiliare della Pubblica Amministrazione, sia attraverso una razionalizzazione degli spazi occupati sia tramite una riqualificazione delle strutture.

Dai vari Case studies analizzati nel volume, diversi per le caratteristiche strutturali degli immobili, per la localizzazione, e, quindi, per le soluzioni individuate, emerge una conclusione comune importante: intervenendo con professionalità sul patrimonio costruito si possono conseguire risparmi consistenti sulle bollette energetiche e limitare l’impatto ambientale degli insediamenti.