La natura è buona maestra, scienziati e ricercatori da sempre conoscono questa verità e non è raro che scoperte importanti e tecniche innovative siano ispirate o suggerite da una attenta osservazione della natura.
Questa volta è toccato al fotovoltaico trovare nella natura un’indicazione per risolvere il problema dello sporcamento della superficie dei pannelli solari che causa spiacevoli perdite di efficienza. Ricercatori dell’Università della Florida hanno preso in prestito dai ragni la tecnica per rendere idrorepellenti le superfici. E’ noto che i ragni hanno la proprietà di non bagnarsi se investiti da un getto d’acqua, così i ricercatori americani hanno riprodotto su piccoli pezzi di plastica la forma ed il disegno dei piccolissimi peli che ricoprono il corpo dei ragni conferendo loro impermeabilità.
Il principio di funzionamento è relativamente semplice: la disposizione casuale dei piccolissimi filamenti, di lunghezza e forma variabile, creano una superficie non uniforme e le goccioline di acqua rimangono sferiche e scorrono via senza bagnare la superficie sottostante. Per di più quando l’acqua scorre via raccoglie e trascina con sé lo sporco depositato in superficie rendendo quest’ultima perfettamente auto-pulente.
Le applicazioni pratiche a cui si è subito pensato sono i vetri delle finestre e le celle fotovoltaiche che devono essere pulite per raccoglier il massimo possibile dell’energia solare. La superficie funziona altrettanto bene con acqua calda o fredda e sono possibili varianti per avere disponibili superfici in grado di respingere anche i liquidi oleosi.
Foto: GizMag

