DuPont de Nemours, il gigante mondiale della chimica, ha annunciato una nuova linea di ricerca per la messa a punto di un prodotto innovativo in grado di sostituire il vetro nella copertura dei pannelli solari.
DuPont è già leader nella produzione di materiali per l’industria fotovoltaica tra i quali il Tedlar, una lastra polimerica ormai divenuta uno standard universale come supporto nelle celle di silicio cristallino, ed una linea di prodotti che si utilizzano sui rivestimenti protettivi dei pannelli, essenziali per l’efficienza, la durata e il funzionamento degli stessi.
Il nuovo materiale promesso sarà costituito da sottili strati di ceramica e polimeri e consentirà ai produttori di pannelli fotovoltaici e schermi a OLED (Organic Light Emitting Diodes, i LED di nuova generazione utilizzati per i nuovi televisori ultrapiatti e gli schermi dei computer) di sostituire il vetro come materiale di protezione e copertura.
Nell’ambito del fotovoltaico il vantaggio più grande è atteso per i produttori di pannelli a base di CIGS ( Seleniuro di Rame, Indio e Gallio), elementi semi-conduttori tra i più promettenti per il futuro del settore ma con una grande sensibilità alla umidità. Il vetro costituisce sicuramente una buona barriera all’umidità ma i produttori di pannelli hanno bisogno di un materiale che oltre ad essere trasparente e barrierante sia anche flessibile e con proprietà elettriche.La flessibilità sarebbe un’altra interessantissima caratteristica del nuovo materiale in quanto potrebbe aprire nuovi scenari anche nello sviluppo più generale e nelle applicazioni del fotovoltaico.
In DuPont ipotizzano per esempio la possibilità di realizzare guaine di copertura dei tetti con incorporate celle flessibili di questo tipo o sviluppare pannelli flessibili non rinunciando al silicio cristallino utilizzato in wafer sottilissimi fino a 160 micron ( più sottile è il wafer più flessibile diventa il cristallo).
A frenare i facili entusiasmi va però ricordato che attualmente si è ancora allo stato di prototipo e secondo gli addetti ai lavori sarà necessario ancora qualche anno per apprezzarne i risultati sul mecato.

