
Con oltre 400 partecipanti, 60 relatori nazionali ed internazionali ed assente il Governo italiano, la Conferenza dell’Industria Solare (CIS – IT 2010) organizzata da Solarpraxis AG, in collaborazione con Ambiente Italia e eclareon chiude oggi i lavori:
l’industria solare si conferma in crescente espansione e sfata un po’ di miti.
(Roma, 12 febbraio 2010) – Secondo Riccardo Lama di Enel Distribuzione, la generazione distribuita di elettricità solare non comporta reali rischi per la rete elettrica: se 2 dei 3 KW utilizzati da ognuno dei 30 milioni di utenti residenziali provenissero da energia solare, la rete “non li sentirebbe”, quindi il conflitto non esiste. Ma non è la sola buona notizia.
Il quadro complessivo dell’industria solare è sicuramente molto positivo. Le associazioni di categoria del fotovoltaico, Gifi ed Assosolare, hanno sottolineato la crescita del settore che, come ha dichiarato Gert Gremes, Presidente di GiFI, nel 2009 ha prodotto un fatturato complessivo di più di 2 miliardi di euro, con un dato occupazionale significativo di circa 20.000 addetti impegnati sul nostro territorio in tutta la filiera che va dalla produzione, alla distribuzione, all’installazione.
Le parole d’ordine per garantire la costanza di questa crescita, anche secondo Gianni Chianetta, Presidente di Assosolare, sono stabilità, regole chiare e una prospettiva temporalmente ampia per stimolare investimenti di lungo periodo.
Stesse esigenze anche per il solare termico. Valeria Verga, Segretario Generale di Assolterm, ha affermato che “La vera rivoluzione copernicana può arrivare solo dal reale recepimento della nuova direttiva europea sulle energie rinnovabili che è possibile solo all’interno di un quadro legislativo nazionale e locale coerente e facilitante”. Gli ha fatto eco Olivier Drucke, Presidente di ESTIF (European Solar Thermal Industry Federation), che ha espresso la sua sorpresa di fronte all’assenza ed al silenzio del governo italiano di fronte ad un mercato in così evidente espansione e la necessità di contenere i costi in tempi di crisi.
Effettivamente, le istituzioni del “Paese del Sole” hanno brillato per assenza. Era previsto un intervento del Ministero per lo Sviluppo Economico per illustrare proprio il “Renewable Energy Action Plan”, mentre il Ministro Scajola, protagonista del rilancio italiano del nucleare, non ha presenziato né delegato alcun rappresentante all’annunciato dibattito sull’energia nucleare.
Ma l’industria solare va avanti. Nella giornata di chiusura, la Conferenza ha affrontato anche i punti di forza del nostro Paese: grandi risorse solari, prezzi dell’energia alti, forte dipendenza da importazioni di materie prime e un enorme potenziale solare nel settore residenziale e industriale. Una sessione è stata, infine, dedicata al rapporto tra media e questioni energetiche ed ha evidenziato l’esigenza di comunicare efficacemente all’opinione pubblica i vantaggi e le opportunità dell’uso diffuso dell’energia solare.
Soddisfatti gli organizzatori, in primo luogo Severine Schniepp di Solarpraxis Berlino che ha dichiarato: “La CIS – IT si è ormai consolidata come momento cruciale di dialogo tra gli operatori del solare in Italia e all’estero”. Riccardo Battisti di Ambiente Italia parla di “via di non ritorno”: il processo è ormai avviato, non solo per gli obblighi imposti dalle direttive europee, ma anche dalla decisa volontà degli utenti finali. In questo senso, le numerose amministrazioni locali che hanno intrapreso azioni di finanziamento ed installazione ne sono un significativo esempio.
“Dalla conferenza sono emerse la capacità e la volontà del settore solare di contribuire in modo significativo agli obiettivi italiani di crescita delle rinnovabili. E’ invece mancato un riscontro del Governo italiano, che purtroppo non ha voluto accettare l’invito a dare indicazioni sui contenuti del Piano nazionale sulle Rinnovabili richiesto dalla Direttiva Europea per i prossimi mesi”, ha concluso Raffaele Piria di eclareon.





