Il fotovoltaico può contribuire alla competitività del paese. Secondo una ricerca svolta da I-com, Istituto per la Competitività, e presentata in un convegno tenutosi a Roma, il fotovoltaico può contribuire a creare nel 2020 un valore aggiunto per l’economia italiana di 22 miliardi di euro , 45 mila posti di lavoro nei prossimi vent’anni e 6 milioni di tonnellate di CO2 in meno immesse in atmosfera.

Questi impressionanti dati sono il risultato della ricerca I-com “ll contributo del fotovoltaico alla competitività del sistema economico italiano”. Il presidente Stefano da Empoli aggiunge che queste risultanze si riferiscono allo stato attuale della filiera italiana. Ipotizzando infatti una produzione annuale equivalente a 3000 MW di pannelli fotovoltaici made in Italy, in parte destinata all’esportazione, si otterrebbe nel periodo 2010-2020 un valore aggiunto di 110 miliardi ed un’occupazione di 210 mila unità di lavoro in più.

Altrettanto significativo sarebbe il beneficio fiscale per lo Stato: nello scenario di 9 GW installati al 2020 le entrate fiscali, tra redditi di lavoro e redditi di impresa, sarebbero pari a 6,6 miliardi di euro nel periodo.
Passando ai benefici ambientali la stima è di 6 milioni di tonnellate annue di emissioni evitate di CO2, con una contestuale significativa riduzione della bolletta energetica grazie ad un minor ricorso all’uso di fonti fossili per produrre elettricità pari a 800 mila tonnellate di carbone, 1,6 miliardi di metri cubi di gas e 200 mila tonnellate di prodotti petroliferi all’anno.

L’indagine rileva che nel nostro Paese il settore fotovoltaico si è sviluppato tardivamente rispetto ad altri Paesi nonostante l’Italia abbia potenzialità maggiori di quasi tutti i principali protagonisti a livello mondiale. Solamente alla fine del 2009 l’Italia si è avvicinata alla soglia dei 1000 MW installati, traguardo raggiunto da Germania e Giappone già nel 2004. Tuttavia non è troppo tardi per recuperare il terreno perduto ed i primi risultati si sono visti a partire dal 2008 grazie al sistema di incentivazione del Nuovo Conto Energia.
La ricerca evidenzia poi che i costi d’installazione e gestione di un impianto fotovoltaico di 1 MW nel 2011 sono previsti in diminuzione di circa il 15% rispetto al 2007, ma avverte che ridurre drasticamente la tariffa incentivante per il 2011 rischierebbe di rendere assolutamente non finanziabili molti progetti.

Secondo lo studio I-com infine “appare fondamentale prevedere un orizzonte temporale d’incentivazione sufficientemente lungo, specie se si vuole stimolare la crescita di una filiera industriale, in modo tale da ridurre l’incertezza per gli investitori e consentire al sistema paese di cogliere i benefici indicati in precedenza”.