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La Francia, per bocca del suo Ministro per l’Ecologia Jean-Louis Borloo, ha annunciato un taglio alle tariffe incentivanti del fotovoltaico a partire da gennaio 2010 e fino a tutto il 2012.

Anche in Germania, governo, associazioni di categoria e aziende del settore stanno discutendo per una riduzione degli incentivi al fotovoltaico. Il ridimensionamento dell’aiuto allo sviluppo del fotovoltaico sembra essere davvero un orientamento comune in Europa man mano che l’industria del settore raggiunge la maturità e la dimensione degli incentivi comincia a pesare in maniera consistente sulle entrate fiscali o sulle bollette dei cittadini.

Tornando alla Francia, le nuove tariffe incentivanti prevedono tagli fino al 24% rispetto a quelle precedenti e sono così articolate:

  • 0,58 euro/kWh per gli impianti integrati (abitazioni, scuole e ospedali)
  • 0,50 euro/kWh per gli impianti integrati (tutte le altre tipologie di edifici)
  • 0,42 €/kWh per impianti parzialmente integrati
  • da 0,314 a 0,377 €/kWh per impianti a terra (la variabilità dipende dalla regione, quelle meno soleggiate beneficiano di tariffe più alte)

E’ importante ricordare che il piano energetico francese prevede un target di 1,1 MW fotovoltaici installati al 2012 e 5,4 MW al 2020.

Per quanto riguarda la Germania c’è grande attesa per la proposta di ribasso delle tariffe che verrà fatta a giorni dal ministro dell’ambiente. Qui alcune voci che circolano parlano di tagli fino al 25% mentre altre riferiscono di “contenuta riduzione” delle tariffe incentivanti ( oggi sono intorno a 0,39 €/KWh). Sono in molti comunque a sostenere che, anche in presenza di tagli alle tariffe, la domanda rimarrà sostenuta grazie alla diminuzione dei prezzi degli impianti. Ma non è proprio questo il criterio alla base del meccanismo di incentivazione ?

In Germania il fotovoltaico continua ad avere un grande successo: a fine 2009 si è raggiunto il ragguardevole traguardo di 7,7GW di potenza installata e la creazione di circa 80.000 nuovi posti di lavoro nel settore.