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Grazie al lavoro di un gruppo di ricercatori della Dichroic Cell, del CNR e dell’Università di Ferrara è stata messa a punto una innovativa tecnica in grado di ridurre l’uso di elementi rari e costosi nella costruzione dei pannelli fotovoltaici. Partendo da una tecnologia sofisticata usata nell’industria aerospaziale i ricercatori italiani hanno sviluppato una nuova tecnica in grado di raggiungere risultati simili ma a costi assolutamente più sostenibili e quindi utilizzabile anche nell’industria non aerospaziale.

Ma in cosa consiste la nuova tecnica e quali vantaggi dà al settore del fotovoltaico?
Cominciamo col dire che i materiali semiconduttori che costituiscono gli elementi di base delle celle fotovoltaiche sono Silicio, Arseniuro di Gallio, Rame, Indio e Germanio. Alcuni di questi sono rari e costosi, il Germanio in particolare.

I nostri ricercatori allora, utilizzando speciali apparecchiature e la tecnologia del plasma ( gas ionizzato, simile a quello che fa funzionare i televisori a schermo piatto “al plasma”) sono riusciti a depositare il più costoso e raro Germanio su un substrato di Silicio, elemento abbondantissimo in natura.

I vantaggi per il fotovoltaico sono di grande rilevanza in quanto si realizza così la possibilità di costruire celle solari che utilizzano il Germanio, elemento semiconduttore con la più alta efficienza nella conversione della luce ( attualmente fino al 40%), ma in quantità fortemente ridotta in quanto depositato via plasma su un substrato di materiale diverso.

E’ stato riportato che il costo dell’elemento costitutivo di una cella fotovoltaica possa così essere ridotta di circa il 60% , mentre è del 30% la riduzione del costo calcolato rispetto ad una cella più costosa basata sul solo Germanio.
La scoperta è definita rivoluzionaria per l’industria del fotovoltaico e vi è l’orgoglio tutto italiano per aver messo a punto una tecnica in grado di ottenere celle fotovoltaiche con una maggiore efficienza e risparmiando sui materiali.