celle solariViene dal Georgia Institute of Technology una nuova tecnica che da un ulteriore contributo a migliorare il rendimento dei sistemi fotovoltaici. I ricercatori americani hanno utilizzato procedimenti chimici avanzati per trattare le superfici delle celle ottenendo una struttura fatta di microscopiche piramidi di dimensioni micrometriche e nanometriche (millesimi e milionesimi di millimetro).  La particolare struttura derivante ha la caratteristica di assorbire una quantità maggiore di radiazione solare sfruttando due meccanismi che vanno nella stessa direzione: o una minore quantità di luce dispersa per riflessione grazie a processi di “cattura“ della stessa da parte della particolare struttura tridimensionale creatasi che provoca rimbalzi ripetuti sulle microsuperfici delle piramidi o una superficie costantemente priva di sporco e polvere grazie all’effetto autopulente dato dalle dimensioni e dalla speciale forma della struttura creata.
Quest’ultima proprietà imita quanto avviene spontaneamente in natura sulla foglia di loto e conosciuto appunto come “effetto loto”.  Scientificamente il fenomeno è denominato effetto superidrofobico e si spiega con il fatto che la rugosità delle superficie a due differenti ordini di grandezza (micro- e nano-) fa si che si creino elevati angoli di contatto con le goccioline di acqua della pioggia o della rugiada mattutina e venga di conseguenza favorito il loro scorrimento che trascina con sé anche le particelle di sporco. 
I risultati finora ottenuti mostrano la possibilità di ottenere vantaggi fino al 2% di incremento di resa, un contributo sicuramente da non trascurare.