Durante il discorso di insediamento pronunciato ieri a Washington il neopresidente Barack Obama ha ribadito il suo impegno per una rivoluzione energetica.

“Utilizzeremo il sole, il vento e il suolo per rifornire le nostre vetture e alimentare le nostre fabbriche” ha così sintetizzato la promessa di avviare quella che è stata definita la “clean energy economy”, l’economia basata sull'energia pulita.

E’ stato il passaggio più verde del discorso di Obama che dà grandi speranze a quanti hanno a cuore l’ambiente ed il futuro delle prossime generazioni.

Insieme ad altri passaggi significativi come "i modi in cui usiamo l’energia rafforzano i nostri avversari e minacciano il nostro pianeta", “combatteremo lo spettro del riscaldamento climatico” e “renderemo alla scienza la sua legittima collocazione” ha voluto lanciare una nuova grande sfida , un vero e proprio “Green New Deal”.D’altra parte è nota la posizione di Obama sul tema delle energie rinnovabili per cui già in campagna elettorale si era impegnato a raddoppiare nell'arco di tre anni la produzione di energia alternativa negli Stati Uniti. A conferma ulteriore della sua determinazione su questo tema la  scelta come ministro dell’Energia di uno scienziato Premio Nobel per la Fisica , Steven Chu, noto per aver diretto un Istituto americano leader mondiale nella ricerca sulle energie alternative e rinnovabili.

Energia pulita, ricerca e tecnologia, modernizzazione delle infrastrutture e creazione di nuovi posti di lavoro (green jobs) sono la combinazione di elementi del “Green New Deal”, la sfida che Obama vuole lanciare.

“Tutto questo possiamo farlo. E tutto questo faremo” è stato l’impegno forte che il nuovo presidente degli Stati Uniti ha preso ieri di fronte alla sua nazione. Il mondo intero lo attende alla prova nei prossimi mesi. Giuseppe Serravezza