Riesce ad interagire con la luce solare fino a 500 volte più del silicio convenzionale e potrebbe aprire la strada per una nuova generazione di sistemi di produzione di energia solare. Il silicio nero è un nuovo tipo di materiale scoperto per puro caso durante degli esperimenti nei laboratori di fisica ad Harvard. Il team del professor Mazur trattando del silicio con una fonte laser ad alta energia ha scoperto che la sua superficie si è modificata formando moltissimi aculei ultra-fini, regolari per dimensione e distanza.  Il materiale ,originariamente  di colore grigio, è diventato nero. Il cambio di colore non è dovuto a “bruciatura “ da parte del laser ma alla vera e propria “foresta” di aculei sottilissimi che fanno rimbalzare la luce tra di loro impedendone praticamente la fuoriuscita.

FOTO: mazur-www.harvard.edu/research

E’ stato misurato che il silicio convenzionale, di colore grigio, assorbe circa il 60% della luce che colpisce la sua superficie, mentre il restante 40% viene riflesso; nel caso del silicio nero può essere assorbito il 98% della luce incidente.

Una simile proprietà è stata subito associata alla possibilità di ottenere celle solari ad altissima efficienza in grado di trasformare la luce solare in energia in misura molto più elevata rispetto ai sistemi oggi sul mercato.

La scoperta ha naturalmente suscitato l’attenzione delle aziende statunitensi e l’università ha firmato un accordo di licenza  con SiOnyx  inc da cui riceverà i finanziamenti per lo sviluppo della tecnologia.