Si è conclusa la scorsa settimana a Valencia la 23° Conferenza Europea sull’Energia Solare. In un’importante sessione della Conferenza i maggiori enti che si interessano di energia rinnovabile hanno messo a confronto i problemi burocratici e le difficoltà di connessione alla rete che ancora frenano lo sviluppo del fotovoltaico nei principali paesi della UE. Relatore è stato Angelo Nogara, responsabile Affari Internazionali di Assosolare che ha presentato il documento ufficiale curato dal National Network of PV Associations e che ha visto la partecipazione della Francia (Enerplan e SER)), Spagna (ASIF), Germania (BSW Solar), Grecia (Helapco), Polonia (Ptpv), Svezia (Svensk Solar Association) e Italia (GIFI).
Come Nogara ha spiegato: “Le potenzialità dell’energia fotovoltaica sono ormai riconosciute ma non mancano i problemi, soprattutto in quei paesi dove l’economia del solare è ancora giovane. Gli ostacoli principali: la burocrazia e l’allacciamento alla rete”. Sono stati citati molti esempi. In Francia ben cinque istituzioni sono coinvolte nel processo autorizzativo, sono sette i permessi da richiedere ed occorrono dai cinque agli otto mesi prima di avere la connessione di un piccolo impianto.
In Italia sono necessari almeno nove mesi per installare e allacciare alla rete un piccolo impianto e quasi un anno mezzo per uno di taglia grande. Nogara ha riferito che “a Salerno, il proprietario di un tetto fotovoltaico, dopo aver ottenuto tutti i permessi, ha dovuto attende ancora 3 mesi perché il Comune chiedeva una valutazione dell’impatto acustico dell’impianto; a Brescia, dopo 16 mesi di procedure e permessi vari, un impianto da 200 kW non è stato approvato perché l’ente parco locale ha dichiarato che poteva essere pericoloso per gli uccelli”.
In Spagna un piccolo impianto viene autorizzato in circa 18 mesi mentre uno grande in due anni.
In Grecia occorrono più di due anni prima di veder partire un impianto di taglia superiore a 3 kW senza nessuna certezza di quando e se verrà approvato.
Diversa la situazione in Germania dove per un impianto fotovoltaico domestico occorre fare solo una semplice richiesta al Comune con un’attesa dalle due settimane a un mese, mentre per un impianto grande i tempi sono di circa quattro mesi. Una volta accolta la richiesta, l’operatore di rete locale è obbligato a connettere immediatamente l’impianto.
La burocrazia per i processi autorizzativi, il confronto tra i mercati e le normative dei vari paesi saranno argomenti per le prossime azioni del settore fotovoltaico presso il Parlamento Europeo in vista anche dell’Energy Council di ottobre e della definizione della normativa europea prevista per fine anno.
Fonte: Assosolare, Associazione Nazionale dell'Industria Solare Fotovoltaico
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