Produrre energia pulita, abbattere i consumi e tutelare l’ambiente, questi gli obiettivi che il Vaticano si è dato per raggiungere entro il 2020 il target del 20 per cento di energia prodotta da  fonti rinnovabili fissato dagli Stati europei. Il programma messo in campo è tale per cui il piccolo Stato della Città del Vaticano sarebbe il primo in Europa a raggiungere questo traguardo.

Una parte importante la gioca l’energia solare, il progetto prevede un impianto fotovoltaico  ad alta tecnologia  installato sulla copertura dell'Aula Paolo VI detta anche  Aula Nervi.

E’ uno degli edifici più moderni e fortemente compatibile con tecnologie di questo tipo poiché la copertura è costituita da tegole frangisole costituite da una metà rivolta a sud e da una metà a nord.

L’intera superficie della copertura  è di ben 5000 metri quadri, le tegole  rivolte a sud verranno sostituite con dei pannelli fotovoltaici, quelle a  nord saranno sostituite  con materiale altamente tecnologico in grado di  riflettere una parte della radiazione solare ed  aumentare così la produttività dell'impianto. L’intervento, la cui conclusione è prevista già per la fine dell’anno,  non inciderà in maniera significativa sulla visuale esterna della struttura.

Al via dal prossimo ottobre anche i lavori per  un secondo impianto che sfrutterà l’energia solare per produrre acqua calda e riscaldare la mensa di servizio. Questo secondo impianto servirà anche a produrre freddo.

Sono poi  in corso di valutazione piani per lo sfruttamento dell’energia eolica e le biomasse.

L’intero progetto, realizzato in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma , risponde ai ripetuti inviti formulati da Papa Benedetto XVI con i quali,  parlando dell'utilizzo delle risorse del pianeta e della sostenibilità ambientale, chiedeva di favorire la formazione di una coscienza ecologica che si sviluppasse e maturasse in programmi ed iniziative concrete.