La Spagna è una delle nazioni in cui l’energia pulita sta paradossalmente segnando il disboscamento delle foreste a causa delle richieste sempre maggiori di impianti energetici. A Puertollano si sta costruendo il centro di energia fotovoltaica più grande del mondo: sono previste 400.000 placche solari costruite su enormi impianti che occupano una superficie complessiva di 200 ettari. Per immaginare la vastità dell’impianto possiamo pensare a circa 200 campi da calcio costruiti parallelamente. L’investimento economico è molto oneroso, si parla circa di 500 milioni di euro; ma per riuscire a trarre degli utili si dovranno attendere 15 anni. Questo parco energetico è stato realizzato da Renovalia Energy. Il presidente dell’associazione è parso entusiasta riguardo l’autonomia di questi impianti e pare fiducioso circa la profittabilità dell'investimento. La Mancha è stata la prima regione spagnola ad aumentare l’utilizzo di energie pulite. Considerando le stime della Commissione Nazionale per l’Energia, La Mancha è la regione meno inquinante di tutta la penisola iberica, infatti genera circa 3400 MW quasi completamente prodotti da energia eolica. Oltre a questo tipo di produzione pulita, la regione ha generato nell’arco di un anno circa 200 MW di energia fotovoltaica. Entro il 2012 si cercherà di raggiungere la completa autonomia regionale dal punto di vista energetico. L’investimento stimato è di 12 miliardi di euro, 5 miliardi sono stati già utilizzati per l’installazione dei parchi nella Mancha mentre 7 miliardi saranno destinati a impianti termosolari. Anche la città Estremadura è entrata nel circolo delle regioni pulite, infatti ha inaugurato poche settimane fa uno dei maggiori impianti solari della nazione(capace di produrre quasi il 7% dell’energia richiesta) che si auto-orienta verso i raggi solari. Purtroppo ci sono anche delle controindicazioni che riguardano l'impatto sull'ambiente, ma su questo ci sono delle rassicurazioni degli organi competenti. Nota dolente: gli alberi abbattuti in tutta la regione, con i conseguenti cambiamenti del paesaggio; c’è da sottolineare però il positivo trasferimento di migliaia di querce dalle zone dei cantieri alle strade di città.
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