pannelli solariE’ stato recentemente presentato a Roma uno studio condotto per conto del GSE e della Associazioni dei Consumatori sui comportamenti degli Italiani nei confronti delle fonti rinnovabili di energia. Una parte dello studio ha riguardato “lo sviluppo delle fonti rinnovabili, l’efficienza ed il risparmio energetico: atteggiamenti e comportamenti delle famiglie italiane“. Sono emersi risultati interessanti utili anche per orientare e supportare l’azione di politici ed amministratori. Vediamone una sintesi:

Oltre la metà degli italiani attribuisce molta importanza alla questione energetica. Solo il 12% si dichiara disinteressato al problema energetico, mentre si rileva da parte della maggioranza un atteggiamento favorevole all’aumento dell’efficienza e alla riduzione dei consumi. In termini di azioni di politica energetica indicate come priorità nazionale sono stati individuati principalmente obiettivi di lungo periodo e di interesse collettivo, come la riduzione della dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas , la riduzione del consumo di energia ed il contenimento del riscaldamento globale.

 

  • Donne, adulti e laureati sono le categorie che maggiormente adottano misure di risparmio energetico. Più di tre intervistati su quattro ha dichiarato di adottare misure di risparmio energetico, con maggior diffusione tra le categorie su menzionate. I comportamenti di risparmio più diffusi sono quelli casalinghi, come spegnere le luci in ambienti non frequentati ed usare le lampadine a basso consumo.
  • Il 60% degli italiani utilizza elettrodomestici a basso consumo.
  • Il solare termico è la fonte di energia rinnovabile più conosciuta. Tra le fonti rinnovabili l’80% conosce l’energia solare termica, l’ eolica e l’idroelettrica. Un pò meno conosciute ( sotto il 70% ) sono il solare fotovoltaico, i biocarburanti e il geotermico.
  • Il maggiore ostacolo all’investimento è costituito dagli alti costi. Più dell’80% si è dichiarato favorevole alle energie rinnovabili quali il solare, l’eolico e l’idroelettrico. In termini di ostacolo alla diffusione è emerso chiaramente come il costo elevato rappresenti il principale disincentivo a investire (circa 60% degli intervistati), quindi una insufficiente informazione tecnica sull’effettiva efficacia energetica (25%) ed infine la percezione di un’eccessiva complessità burocratica per ottenere incentivi.